67° GP Liberazione 2012 - Eccesport

ECCESPORT
Vai ai contenuti

Menu principale:

Sport > Ciclismo > GP Liberazione

67° GP LIBERAZIONE

2012


Da: Ufficio Stampa Primavera Ciclistica
www.primaveraciclistica.it


25 APRILE, GRAN PREMIO DELLA LIBERAZIONE: IL GIORNO DI GLORIA DI ENRICO BARBIN
ROMA, 25 aprile 2012 – Alle Terme di Caracalla la 67esima edizione del Gran Premio della Liberazione si è tinta ancora d’azzurro: merito di Enrico Barbin (Trevigiani Dynamon Bottoli) che ha messo il sigillo sul traguardo capitolino davanti ai compagni di fuga Andrea Fedi (Hopplà Vega) e Davide Villella (Team Colpack).

Una festa tutta italiana nel giorno in cui si celebrano i valori civili della Resistenza nella manifestazione che unisce la memoria storica e soprattutto quella sportiva dal 1946.

Per l’appuntamento targato Velo Club Primavera Ciclistica del neo presidente Andrea Novelli e di quello onorario Eugenio Bomboni si sono presentati 182 corridori in rappresentanza di 37 squadre (28 club italiani e 9 nazionali) che hanno regalato il consueto spettacolo sul magico circuito di 6 chilometri attorno le Terme di Caracalla, Porta Ardeatina e Porta San Paolo.

Dopo il via dato da Vincenzo Calò (vice presidente dell’ANPI-Comitato di Roma), dal secondo al quattordicesimo giro si è messo in evidenza un drappello di sei fuggitivi con Francesco Acquaviva (Team Brilla), Simone Petilli (Delio Gallina), Klemen Stimulak (Slovenia), Jacopo Mosca (GS Podenzano), Nurbolat Kullmbetov e Ilya Davidenko (Kazakistan) che hanno avuto un vantaggio massimo attorno ai 40 secondi.

Una prima avanguardia del gruppo con Micheal Freiberg (Australia), Calvin Watson (Australia), Mirko Nosotti (Team Casati), Moreno Muscianese (Farnese Vini D’Angelo&Antenucci), Andrea Fedi (Hopplà Vega), il campione nazionale albanese Eugert Zhupa (Trevigiani Dynamon Bottoli), Francesco Sedaboni (Team Colpack) e Raffaele Bacci (Caparrini Le Village) si è riportata su sei uomini al comando: preludio del gruppo compatto a 60 chilometri dalla conclusione.

A sei giri dalla fine è nata l’azione decisiva per le sorti della corsa promossa da Giuseppe Fonzi (Team Colpack), Andrea Fedi (Hopplà Vega), Davide Orrico (Team Colpack), Enrico Barbin (Trevigiani Dynamon Bottoli) e Davide Villella (Team Colpack).

Una fuga ben assortita e interessante con Fedi e Barbin che subivano ripetutamente la superiorità numerica dei tre alfieri del Team Colpack. Usciti di scena Fonzi e Orrico, il proscenio dell’ultimo giro è stato tutto di Villella, Fedi e Barbin protagonisti di un serrato braccio di ferro con il gruppo prima a 40 secondi e poi, all’altezza dell’ultimo chilometro, a 15 secondi.

All’ultima curva del rettilineo di Viale Terme di Caracalla, Fedi voleva essere il più lesto a prendere il tempo nella volata ma negli ultimi 150 metri Barbin ha imposto la sua legge riuscendo a spuntarla sullo stesso Fedi mentre Villella ha rinunciato allo sprint finendo terzo. Dietro, il gruppo è arrivato a 7 secondi con il quarto posto di Kristian Sbaragli (Hopplà Vega) e il quinto di Thomas Fiumana (Petroli Firenze).

Dall’edizione 2008 mancava un podio tutto italiano mentre per il terzo anno di fila il Liberazione ha laureato un vincitore senza volata di gruppo. Per la cronaca a Jacopo Mosca è andata la classifica finale del traguardo volante intitolato a Lucio Tonelli, a Davide Orrico quella intitolata a Gino Sala mentre il kazako Nurbolat Kullmbetov ha ricevuto il premio della combattività per la fuga che ha caratterizzato le fasi iniziali della corsa.

“Vincere il Liberazione fa un bell’effetto per me che ho partecipato per la prima volta. L’ordine dei partenti era davvero importante e noi della Trevigiani ci siamo presentati con cinque atleti forti in fuga e in volata. Con la superiorità numerica del Team Colpack ho rischiato ma al momento dell’arrivo sono uscito in seconda posizione con le gambe un po’ legnose  e poi ho ripreso vigore per gli ultimi 150 metri. Quest’anno ho iniziato con una maggior convinzione e i risultati stanno dando ragione. Sono sempre stato nel mondo del ciclismo grazie a mio fratello maggiore Stefano che ha corso il Liberazione quando era dilettante e, vedendolo in televisione, mi sono detto: in futuro lo vincerò”. Bergamasco di Osio Sotto, Enrico Barbin, classe 1990, è cresciuto a pane e ciclismo con la UC Osio Sotto dai giovanissimi agli allievi, con il Team Giorgi da juniores (9 vittorie), l’Unidelta e la Trevigiani Dynamon Bottoli da under 23 con all’attivo la Piccola Sanremo e la tappa Figline Valdarno-Scarperia alla Toscana Terra di Ciclismo.

“Abbiamo giocato bene le nostre carte, ci siamo presentati con gli uomini per la volata e per andare in fuga e Barbin ha fatto una grande corsa d’attacco” ha dichiarato Marco Milesi, direttore sportivo della Trevigiani Dynamon Bottoli.

“Non è un caso che il Gran Premio della Liberazione venga considerato come un mondiale Primavera con i migliori atleti dilettanti al via  – ha affermato il secondo classificato, il pistoiese Andrea Fedi-  Sono un po’ amareggiato per la volata finale, dove ho creduto fino all’ultimo di vincere. La fase più delicata è stata negli ultimi due giri, dove temevo il ritorno del gruppo. Si tratta comunque di un importante piazzamento che mi dà la carica giusta per i prossimi appuntamenti in calendario”.

“Visto che ero battuto in partenza nella volata finale, ho deciso di provare la fuga a 9 chilometri dall’arrivo con il mio compagno Fonzi – ha commentato il bergamasco Davide Villella, terzo classificato- Ho il rimpianto di aver speso troppo durante la gara e sono arrivato stanco all’ultima curva nonostante fossi in testa. Non ho mai gareggiato in un circuito così particolare dal punto di vista scenografico ma tecnicamente nervoso in cui non si sapeva mai cosa potesse accadere. Comunque sono soddisfatto del terzo posto in previsione delle prossime gare”.

Oltre alle gesta agonistiche, le Terme di Caracalla hanno ospitato nuovamente il Bike Village a cura dell’AS Roma Ciclismo del presidente Lorenzo Baldesi che ha avvicinato tanti piccoli bambini (con e senza bici) con la supervisione di istruttori sempre pronti ad aiutare tutti anche i meno esperti.

Una festa dello sport come vuole sottolineare il presidente della Primavera Ciclistica Andrea Novelli: “Ho vissuto una giornata stupenda in cui il Gran Premio della Liberazione ha espresso tutto il fascino sia dal punto di vista agonistico che dell’immagine della nostra città. Complimenti a Enrico Barbin, perché nelle sue parole ha espresso una maturità che sembra destinato a una grande carriera”.

“Una corsa viva, vera e combattuta – ha dichiarato il presidente onorario Eugenio Bomboni– La salita di Viale Giotto è stata la dannazione e l’esaltazione di 182 campioni veri che hanno dato una lezione di serietà sportiva e combattività alla quale il ciclismo si deve riferire. Nemmeno un mondiale darebbe lo spettacolo simile perché fatto troppo di alchimie tattiche ma qui ognuno ha avuto la possibilità di esprimere il suo spirito battagliero”.



ORDINE D’ARRIVO 67ESIMO GRAN PREMIO DELLA LIBERAZIONE

1. Enrico Barbin (Trevigiani Dynamon Bottoli) 138 chilometri in 3.17’57” media 41,829 km/h

2. Andrea Fedi (Hopplà Vega)

3. Davide Villella (Team Colpack)

4. Kristian Sbaragli (Hopplà Vega) a 7”

5. Thomas Fiumana (Petroli Firenze)

6. Daniele Aldegheri (Trevigiani Dynamon Bottoli)

7. Mats Boeve (Olanda)

8. Pedro Paulinho (Portogallo)

9. Federico Pozzetto (Idea Shoes Madras)

10. Francesco Sedaboni (Team Colpack)

Enrico Bordin, Andrea Fedi, Davide Villella,
gp liberazione
IMG_5471.jpg
IMG_5474.jpg
IMG_5475.jpg
IMG_5479.jpg
IMG_5480.jpg
IMG_5486.jpg
IMG_5487.jpg
IMG_5489.jpg
IMG_5492.jpg
IMG_5494.jpg
IMG_5506.jpg
IMG_5510.jpg
IMG_5515.jpg
IMG_5524.jpg
IMG_5529.jpg
IMG_5530.jpg
IMG_5535.jpg
IMG_5536.jpg
IMG_5539.jpg
IMG_5540.jpg
IMG_5541.jpg
IMG_5542.jpg
IMG_5543.jpg
IMG_5545.jpg
IMG_5546.jpg
IMG_5547.jpg
IMG_5548.jpg
IMG_5552.jpg
IMG_5587.jpg
IMG_5590.jpg
IMG_5593.jpg
IMG_5594.jpg
IMG_5598.jpg
IMG_5600.jpg
IMG_5608.jpg
IMG_5612.jpg
IMG_5614.jpg
IMG_5616.jpg
IMG_5634.jpg
IMG_5635.jpg
IMG_5639.jpg
IMG_5648.jpg
IMG_5659.jpg
IMG_5673.jpg
IMG_5705.jpg
IMG_5706.jpg
IMG_5707.jpg
IMG_5710.jpg
IMG_5765.jpg
IMG_5766.jpg
IMG_5768.jpg
IMG_5771.jpg
IMG_5774.jpg
IMG_5775.jpg
IMG_5776.jpg
IMG_5778.jpg
IMG_5780.jpg
IMG_5797.jpg
IMG_5804.jpg
IMG_5807.jpg
IMG_5823.jpg
IMG_5827.jpg
IMG_5829.jpg
IMG_5836.jpg
IMG_5837.jpg
IMG_5839.jpg
IMG_5855.jpg
IMG_5857.jpg
IMG_5862.jpg
IMG_5863.jpg
IMG_5865.jpg
IMG_5868.jpg
IMG_5876.jpg
IMG_5877.jpg
IMG_5879.jpg
IMG_5883.jpg
IMG_5884.jpg
IMG_5887.jpg
IMG_5894.jpg
IMG_5897.jpg
IMG_5899.jpg
IMG_5900.jpg
IMG_5903.jpg
IMG_5904.jpg
IMG_5912.jpg
IMG_5914.jpg
IMG_5916.jpg
IMG_5919.jpg
IMG_5920.jpg
IMG_5922.jpg
IMG_5928.jpg
IMG_5934.jpg
IMG_5936.jpg
IMG_5939.jpg
IMG_5940 a.jpg
IMG_5941.jpg
IMG_5942.jpg
IMG_5945.jpg
IMG_5948.jpg
IMG_5950 a.jpg
IMG_5950.jpg
IMG_5963.jpg
IMG_5966.jpg
IMG_5971.jpg
IMG_5972.jpg
IMG_5973 a.jpg
IMG_5973.jpg
IMG_5975.jpg
IMG_5976.jpg
IMG_5977.jpg
IMG_5978.jpg
IMG_5982.jpg
IMG_5983.jpg
IMG_5991.jpg
IMG_6001.jpg
IMG_6013.jpg
IMG_6017.jpg
IMG_6018.jpg
IMG_6019.jpg
IMG_6023.jpg
IMG_6033.jpg
IMG_6039.jpg
IMG_6041.jpg
IMG_6044.jpg
IMG_6053.jpg
IMG_6055.jpg
IMG_6057.jpg
IMG_6089.jpg
IMG_6090.jpg
IMG_6093.jpg
IMG_6094.jpg
IMG_6100.jpg
IMG_6104.jpg
IMG_6107.jpg
IMG_6121.jpg
IMG_6130.jpg
IMG_6134.jpg
Eccesport Copyright Eccephoto 1983 - 2018 All Right Reserved - Passo Corese (RM)
Torna ai contenuti | Torna al menu