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Roma 24 novembre 2007 Palazzetto dello Sport
La Buccioni Boxing Team ha organizzato un’altra ottima serata di pugilato sabato 24 novembre al Palazzetto dello sport di viale Tiziano a Roma, dimostrando di voler proseguire l’ottimo lavoro svolto fino ad oggi per riportare la passione per la boxe nel cuore degli italiani, e dei romani in particolare.
In una bella cornice di pubblico la serata si è aperta poco dopo le 20.30 con l’unico match dilettantistico in programma  tra l’abruzzese F. Di Monte e Massimiliano Buccheri, vinto da quest’ultimo ai punti dopo quattro riprese.
Il primo incontro professionistico ha visto fronteggiarsi sull’arco delle quattro riprese, nella categoria dei superwelter, il pugile della BBT Adriano Cardarello (5-0, 2 ko) contro l’esordiente francese Benjamin Carlier. Il ventunenne pugile capitolino, il più giovane professionista italiano, ha controllato l’incontro senza troppe difficoltà,  vincendo agevolmente ai punti contro un avversario che ha subito il maggiore allungo e la velocità dell’italiano per tutto il match,  pur combattendo con coraggio anche dopo un conteggio nella seconda ripresa.
A seguire si sono affrontati i leggeri Simone “Chico” Califano (8-0, 4 ko), semifinalista della Coppa Italia professionisti, al suo ottavo match dopo poco più di un anno al professionismo, ed il trentunenne bulgaro Wladimir Borov (16-39-1, 6 ko). Califano ha confermato la sua indole di pugile aggressivo, partendo all’attacco dal primo colpo di gong ed infliggendo due atterramenti all’avversario già nella prima ripresa. A questo punto, in virtù anche del curriculum non proprio eccelso del bulgaro, l’impressione era che il pugile del Tufello potesse aggiungere un altro ko al suo record, ma nei round successivi Borov ha messo a frutto la sua lunga esperienza sul quadrato, ed è riuscito a concludere il match in piedi, perdendo infine ai punti dopo sei riprese contro un Califano che è apparso un po’ nervoso, scoprendosi a volte pericolosamente in attacco e subendo in qulache occasione il jab del suo rivale.
Grande attesa e curiosità suscitavano il terzo evento della serata, la sfida con in palio il vacante Titolo Intercontinentale WBA dei pesi superleggeri tra il romano Giorgio “White Shark” Marinelli (18-1-1, 9 ko) ed il pugile ugandese , ma con passaporto svedese, Peter Semo. Infatti il superleggero africano poteva vantare un record immacolato di sedici incontri, con ben undici vittorie prima del limite, ma delle sue effettive doti pugilistiche e della qualità dei suoi avversari nessuno sapeva nulla, neppure Marinelli, che aveva potuto solo vedere un paio di incontri di esibizione dell’avversario, inutili per farsi un idea delle reali doti del pugile.
L’incontro, anche se non eccessivamente spettacolare, è stato sicuramente di buon livello, ed ha confermato le doti di Marinelli, che ha combattuto gran parte del match con la spalla destra infortunata, stringendo i denti  per superare i momenti più difficili dell’incontro nelle riprese centrali. Ma andiamo in ordine: dopo tre riprese di studio, i due pugili hanno iniziato ad incrociare i colpi ed ad accelerare l’azione del match. Nei round centrali Marinelli è riuscito a centrare con qualche buon gancio sinistro e destro il volto dell’avversario che dal canto suo replicava con colpi dritti veloci e fluidi, sfoggiando buona tecnica e agilità, grazie alla quale è riuscito più volte a non far trovare il bersaglio al pugile romano.Tuttavia i colpi dell’ugandese davano l’impressione di essere meno pesanti di quelli del suo avversario, anche se il volto di Marinelli iniziava ad apparire segnato già dalla sesta ripresa.
A mio avviso l’ottavo e il nono sono stati i più difficili round per il superleggero italiano, che appariva stanco e dolorante per l’infortunio (nell’intervallo tra la settima e l’ottava i suoi uomini d’angolo gli hanno infatti chiesto se volesse abbandonare), mentre Semo continuava a combattere con molta attenzione tenendo sempre la guardia alta. A partire dalla decima ripresa Marinelli ha fatto appello al suo orgoglio, ed ha dato maggiore continuità alla sua azione offensiva, colpendo con ganci destri e sinistri, e talvolta con buone combinazioni a due mani in uscita dal corpo a corpo.
Proprio la maggiore potenza dei colpi e l’aggressività hanno fatto prevalere Marinelli, che si è aggiudicato l’incontro e la cintura vacante con il seguente punteggio: 115-113, 116-113 e 119-111.
Un punteggio sostanzialmente giusto quello dei primi due giudici (personalmente anche io avevo due punti per Marinelli), mentre decisamente troppo larga la differenza di otto punti nel terzo cartellino.
Delusione invece per il main event della serata, l’incontro valevole per il Titolo dell’Unione Europea dei pesi welter (vacante anch’esso), tra il ventottenne Antonio “The Ruler” Lauri (29-4-3, 10 ko), professionista di lunga data, già campione italiano dei pesi welter, e il romano del quartiere di San Basilio, Daniele “Bucetto” Petrucci (19-0-1, 8 ko), di due anni più giovane del suo avversario, già campione del mondo junior IBF e due volte campione italiano dei welter.
Sulla carta c’erano tutte le premesse per una bella sfida tra il più esperto pugile di Tradate (Varese), e il ventiseienne romano, che nei suoi precedenti incontri aveva sfoggiato un’ ottima scelta di tempo e velocità nel portare i colpi. L’inizio del match, arbitrato dal signor Barrovecchio, sembrava non dovesse tradire le premesse. Nelle prime due riprese infatti i pugili si sono dati battaglia a centro ring, con le gambe ben piantate per portare colpi pesanti. Petrucci anticipa bene con il sinistro nei due round iniziali, mentre Lauri dal canto suo risponde con un buon gancio destro che coglie di sorpresa l’avversario.
Ma nella terza ripresa uno scontro di teste involontario apre una ferita ad entrambi i pugili. Dopo una prima breve sospensione l’arbitro Barrovecchio fa continuare il match, ma pochi secondi dopo chiama il medico sul ring per esaminare le condizioni del sopracciglio sinistro di Lauri. E’ la fine dell’incontro: il medico decide che non si può continuare, e a due minuti e ventidue secondi della terza ripresa il match viene interrotto, e come da regolamento viene proclamato il pari tecnico, tra il rumoreggiare del pubblico che non gradisce la decisione arbitrale.
Rinviata quindi la sfida tra i due pugili, ma tutto sommato una conclusione che non guasta il buon andamento della serata, aggiungendo al palmares dell’organizzatore Buccioni un’altra manifestazione pugilistica di tutto rispetto.

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