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Roma 15 dicembre 2006


di Giuseppe Leali e Arianna Ceraolo - 17/12/2006

Tre Corone
Successo probabilmente maggiore delle aspettative quello del 15 dicembre al Tendastrisce di via Perlasca. I miglioramenti organizzativi della BBT sono tangibili e la location ampia, ma “intima” allo stesso tempo si è rivelata un’ottima sostituta dell’ormai consueto Palazzetto dello Sport.
La serata parte puntuale con tre match dilettantistici fuori programma. Il cartellone iniziale, che prevedeva un dual-match fra una compagine italiana ed una spagnola, non c’è stato. Al suo posto hanno incrociato i guantoni sei pugili romani.
Primo match al limite dei pesi piuma tra Vetturini della Boxe San Basilio, accompagnato all’angolo dal Maestro Maggi e Saltari della A.S. Audace. Vittoria meritata per il pugile di San Basilio che sfruttando la tendenza ad aprire la guardia dell’avversario, riesce ad arrivare a segno con numerosi jab e uno-due al corpo.  
Secondo incontro quello tra i pesi superwelter Paolo Angelici del Ring Ciociaro e Davide Centi sempre della Boxe San Basilio. Nonostante le apparenti difficoltà di Centi che si trova a dover affrontare una pericolosa perdita di sangue dal naso, il pugile del Maestro Maggi non si arrende e si lancia coraggiosamente nell’azione. Vittoria per lui ai punti.
Ultimo match quello tra i pesi medi Felli della Body Work e Alessandro Cerci della Boxe Casilina. Dominio di Felli per tutte e quattro le riprese. Ferita al naso di Cerci e conseguente intervento del medico che fa proseguire il match. Felli approfitta della situazione sferrando poderosi montanti che vanno a segno. Vittoria di Felli ai punti.
Si apre il sipario sui match professionistici di sottoclou con il poco più che debuttante Simone Califano ( 2-0-0, 1ko) della scuderia BBT e il mestierante polacco Piotr Niesporek ( 1-14-1) che non fa poi molto per meritarsi la borsa. Già dalla prima ripresa il polacco viene contato tre volte per KDown fino alla resa definitiva. Vittoria di Califano per KOT alla prima ripresa.
Secondo match a torso nudo quello tra i welter Vittorio Oi da Pomezia (4-0-0), ormai idolo della piccola cittadina a sud di Roma e già molto conosciuto fra gli appassionati capitolini e il croato Ivan Duvancic (0-2-0). Quest’ultimo, al contrario dello “sprovveduto” collega Niesporek, riesce a mantenere una certa dose di spettacolo almeno fino al quinto round, quando viene sorpreso da un colpo d’incontro che lo manda al tappeto. Oi, galvanizzato dall’occasione e dal tifo, ne approfitta ed intensifica l’azione al punto da spingere l’arbitro a fermare il match. Al contrario di Califano, che comunque è ben lontano dall’aver ancora affrontato un avversario davvero preoccupante, Oi è maggiormente riflessivo e preferisce dedicare del tempo prezioso allo studio di chi ha di fronte. Il pugile di Pomezia si aggiudica il match per KOT alla 5 ripresa.
Il programma prosegue con i due welter Emanuele Della Rosa (10-0-0, 6ko) e il napoletano Giuseppe Langella ( 5-2-1, 2ko) della scuderia Cotena & Oliva. Fra tutti i match di sottoclou, questo “tutto italiano” è il più spettacolare. Della Rosa, che a fine match commenterà ai nostri microfoni di aver eccessivamente sottovalutato quest’avversario, sembra sul punto di cedere alla veemenza e a qualche clinch di troppo del pugile campano che dimostra però un’ottima mobilità sul tronco e sulle gambe. Il romano fa tremare i suoi sostenitori presenti in teatro, per un KDown ed alcune scivolate subite durante i primi round del match. Non si arrende però e, memore del suo azzeccato soprannome “Ruspa”, si lancia sull’avversario proponendo coraggiosi scambi sulla corta distanza. Il quarto round vede un conteggio ai danni di Langella, che secondo l’arbitro si troverebbe in un momento di manifesta inferiorità, mentre dal quinto round in poi la stanchezza di entrambi comincia a farsi sentire. Continui clinch, teste tenute troppo basse e mosse quantomeno bizzare che assomigliano più al wrestling che alla sana Nobile Arte, caratterizzano queste due ultime riprese fino alla naturale conclusione del match. Della Rosa vince meritatamente ai punti.
Breve parentesi in cui Silvio Branco, neo campione WBA dei mediomassimi, ritira la sua cintura tra gli applausi del pubblico presente. Il pugile di Civitavecchia, dopo il ritiro dell’ex iridato Fabrice Tiozzo, non aveva ancora avuto modo di ritirare la sua nuova cintura. L’occasione è arrivata ieri al Tendastrisce.

Si riparte con uno dei match più importanti della serata. Quello tra i “toscani” Mouhamed Ali Ndiaye (10-0-0, 6ko) della BBT e Mustapha Ilir ( 22-7-2, 14ko) della scuderia Conti Cavini. Uno svogliato Ndiaye trascina i primi round, studiando a fondo l’avversario che non riesce a prendere l’iniziativa. Ndiaye, diversamente dal suo solito,  non concede proprio nulla allo spettacolo. Che la stanchezza dell’intenso match affrontato poco più di un mese fa contro Demchenko si stia facendo sentire? Durante la quarta ripresa il senegalese sembra svegliarsi dal torpore e si lancia in qualche combinazione azzeccata. Quinto round più energico da parte di entrambi. Ndiaye penetra la guardia di Ilir costringendo l’avversario a piegare le gambe. L’angolo getta la spugna e il pugile di Pontendera vince per KOT alla quinta ripresa aggiudicandosi il vacante titolo IBF del Mediterraneo pesi supermedi e ponendo fine ad un match non proprio entusiasmante. Comprensibile la stanchezza, ma Ndiaye, che porta su di sé una grossa responsabilità, quella di essere uno dei migliori prospect del momento, non dovrebbe mai dimenticare il suo pubblico. Ci aspettiamo di meglio.   
Si arriva al match clou della serata, prima difesa del titolo italiano pesi welter del romanissimo Daniele Petrucci (16-0-0, 7ko) contro Cristian De Martinis ( 18-1-0, 10ko), in tempo per la diretta di RaiSport Sat, anche questa una novità e grande conquista della BBT di fine 2006. Il tifo si fa incandescente, striscioni e urla si sprecano e, tra i solitamente rispettosi tifosi della boxe, non manca qualche “infiltrato” da stadio, che non risparmia fischi ed insulti al pugile ospite. Inno e saluti di rito e la battaglia comincia.  
Il primo round si apre con una accorta fase di studio da parte di entrambi i pugili, anche se la guardia un po’ aperta di De Martinis gli costa qualche colpo di troppo.

Nel secondo round l’azione aumenta progressivamente, e i due pugili scambiano qualche colpo pesante a viso aperto incrociandosi più volte, crescendo d’intensità nel terzo round dove sia Petrucci che De Martinis vanno a segno più volte, anche se quest’ultimo si mostra più propenso a colpire d’incontro.

Nel quarto e nel  quinto round Petrucci prende l’iniziativa con costanza e trova più volte il bersaglio, mentre De Martinis cerca di eludere i frequenti attacchi lavorando con il tronco.

Il match prosegue senza sosta, l’intensità degli scambi è sempre alta, e De Martinis sembra accusare un po’ di stanchezza rispetto al più costante Petrucci  segnato allo zigomo sinistro dai colpi del piemontese.

Nell’ottavo round l’azione di De Martinis aumenta sensibilmente nel tentativo di bloccare la strada al campione, che anche nel nono round replica puntualmente agli attacchi dello sfidante.

Nella decima ripresa i due atleti si affrontano con audacia, incrociando più volte i colpi e scambiando molto a viso aperto. De Martinis subisce ancora qualche gancio ai fianchi, ma il suo coraggio gli consente di concludere con successo, secondo il nostro parere, l’ultima ripresa di un match risultato equilibrato e teso fin dall’inizio. Petrucci si riconferma Campione italiano dei pesi welter. I cartellini dei giudici : 96-94 e 98-92 due volte. Il nostro personale cartellino: 99-94 per il campione.
Ultimo match tra il “buccioniano” Alessandro Filippo (16-16-1,10 ko) e il  rumeno Mugurel Sebe (10-34-2, 3 ko). Un incontro veramente sfortunato per il pugile di casa che non riesce a dirigere il match nemmeno per un attimo. Atterrato e contato alla prima ripresa e nuovamente al tappeto durante la terza, Filippo appare distratto, a volte confuso dall’avversario che non lo molla un attimo. Sebe si aggiudica il match ai punti.

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