Tirreno Adriatico 2006 - Eccesport

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Tirreno Adriatico 2006

Cominciamo dalla fine, bella vittoria del campione olimpico Paolo Bettini che brucia allo sprint Erik Zabel ma, prima di questo epilogo, la corsa ha vissuto sulla magnifica impresa di Filippo Simeoni, 160 km. di fuga, 150 dei quali in compagnia di Matteo Priemo e dello spagnolo Gil Rujas, raggiunti quando Tivoli era li, proprio dietro l’angolo. Per il neoprofessionista Matteo Priamo, primo podio da professionista per la vestizione della maglia verde di capoclassifica del GPM.
Un applauso anche a Ruggero Marzoli (Lampre-Fondital), che ha gareggiato col polso ingessato e, decisamente in condizioni di grosso handicap, un bravo dunque a Ruggero ed un incoraggiamento a continuare così!
Sono 200 i corridori che, al via dato dallo starter, Marco Vincenzo, Sindaco di Tivoli, prendono il via dalla via Quintilio Varo di Tivoli, in rappresentanza di 25 squadre, 6 delle quali, sono state sottoposte a controllo ematico da parte della Commissione medica dell’U.C.I. : Discovery Channel, Naturino-Sapore di Mare, Phonak Hearing System, Acqua & Sapone-Caffè Mokambo, Rabobank e Ceramica Panaria-Navigare, il cui capitano, Paride Grillo, ci ha dichiarato che al Giro di Lucca ha un poco sbagliato la volata, trovandosi troppo presto allo scoperto mentre, per la Tirreno, punta su 3 arrivi per un suo successo ma, ha aggiunto, non pronosticatemi oggi, questo arrivo dopo 3 km., anche se di leggera salita, non fa per me.
Ed è subito Filippo Simeoni, dorsale nr. 178 della Naturino Sapore di Mare ad accendere le micce, prendendo il comando della corsa, subito dopo il via.
Raccolgono il guanto della sfida il nr. 156 Joaquin Jose Gil Rojas (Lyberty Seguros-Wurth Team) e il neoprofessionista, vincitore dell’ultima edizione della Targa d’Oro Città di Legnano, organizzato dalla U.S. Legnanese, Matteo Priamo, che si accodano al primo fuggitivo di giornata, Simeoni e, assieme, proseguono l’avventura.
Giunti in provincia di Rieti, i tre al comando vanno ad attaccare la salita che porta ai 218 mt. di quota di Forano Centro, dove è posizionato il GPM di giornata che viene conquistato da Matteo Priamo della Ceramica Panaria-Navigare davanti allo spagnolo Gil Rojas della Liberty Seguros-Wurth Team e al mitico Filippo Simeoni, piromane di questa fuga fin dalle prime battute della tappa.
Il terzetto transita al comando anche sulla linea del TV Occasionale di Magliano Sabina dove transitano nell’ordine, Gil Rojas, Matteo Priamo e Filippo Simeoni. Il vantaggio è intorno ai 10’e i fuggitivi pedalano di comune accordo.
Il vantaggio sul gruppo però comincia a calare mentre il terzetto procede a pedalare in armonia e si presenta al TV di Monterotondo, km. 136,9 dove transitano nell’ordine Rojas, Priamo e Simeoni. Il vantaggio intanto scende a 3’20” sul gruppo “tirato” dagli uomini della Quick Step-Innergetic, quando mancano meno di 30 km. all’arrivo di Tivoli e anche gli uomini della Lampre-Fondital danno man forte nella rincorsa ai fuggitivi.
Mentre la corsa fila verso la zona delle “Acque Albule”, in località Bagni di Tivoli, in pratica, le Terme di Roma, il vantaggio dei fuggitivi diminuisce al ritmo di 8/10” al chilometro. E’ Un peccato perché questo significa la fine del tentativo e, ai piedi della rampa che porta a Tivoli, assistiamo al ricongiungimento generale.
Qualche scaramuccia sulle rampe che portano a Tivoli, fino allo sprint finale dove Bettini, salta proprio come un Grilletto, proprio come ha detto in conferenza stampa, : “Ho corso per fare questi ultimi 180 metri…..!”.
Bellissima dunque anche la prestazione di Matteo Priamo che conquista la prima maglia verde di capoclassifica del GPM e sale così sul suo primo podio da professionista dopo avere preso il largo, fiducioso in una positiva riuscita del tentativo dato che sapevamo che anche il gruppo avrebbe dovuto fare una grossa fatica per raggiungerci, a causa del forte vento che soffiava contrario alla marcia dei corridori, come dichiarato dal ragazzo veneto a fine gara.  Applausi comunque anche a Filippo Simeoni e allo spagnolo Gil Rojas, per il coraggio dimostrato con i 160 km. di fuga, un tentativo sfumato quando il traguardo era proprio dietro l’angolo.


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